martedì 25 novembre 2014

Le metamorfosi di una bordura - by tyziana


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Comincia così un ciclo di post che vorrei realizzare per raccontarvi come cambiano col variare delle stagioni le fioriture delle  bordure più importanti che ho realizzato in giardino.

In questo caso si tratta della  bordura  che delimita il piccolo quadrato di prato di lato della casa. Il mio giardino non è grandissimo e qui parliamo di circa una ventina di metri quadrati in tutto e la bordura forse non raggiunge i tre metri.
Nella foto ad inizio post siamo agli inizi della primavera, primi di aprile, con la spettacolare fioritura degli allium cowanii e di piccoli muscari blu e i nuovi germogli verde acido della Choisia ternata ‘Sundance’.

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Fine aprile, finisce la fioritura degli allium cowanii bianchi, ma rimane il verde acido della Choisia. A colorare la bordura di rosa ci pensa un oxalis spontaneo, che ricopre,  con la sua esuberanza, i  cespuglietti di chlorophito variegato.

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Arriva maggio, il mese delle rose,  fiorisce la rosa ‘Cardinal de Richelieu’, accompagnata dalla fioritura delle Ajughe  reptans atropurpurea, delle  Aquilegie vulgaris‘Chrisantha’ e  delle Digitalis purpurea ‘Apricot’  

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Arriva l’estate e cambia qualcosa.
Nasce spontaneo un Papaverum somniferum 'Paeoniflorum' abbinato alla Buddleia ‘Buzz Ivory’ che inizia la sua instancabile fioritura che durerà per mesi

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Sfiorisce la rosa ‘Cardinal de Richelieu’, una gallica  con un’unica lunga fioritura primaverile, ma restano i suoi rami arcuati e flessibili.
A darle il cambio c’è la bellissima rosa ‘William Morris’

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Al lato opposto della bordura cresce la Hydrangea ‘Pink Annabelle’, da una talea regalo del mio amico Claudio
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In piena estate i pochi metri quadrati di prato sono letteralmente sopraffatti  dall’esuberanza delle bordure!

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E per finire in autunno, continua la fioritura della Buddleia e della rosa, a cui si aggiungono finalmente gli  aster!!

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Novembre: autunno inoltrato.
La bordura si spegne e cominciano i lavori per  alcune modifiche.
Ho trapiantato alcune Salvia lyrata Campanule takesimana ‘Elizabeth’ che fioriranno ai piedi della rosa ‘Cardinal de Richelieu’ la prossima primavera, insieme alle aquilegie e all’ajuga
Spero che I risultati mi diano ragione
Winking smile
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giovedì 20 novembre 2014

Roma: frattali naturali sull’Ara Pacis–by Josie

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Quando si va a Roma ci si aspetta di rimanere incantati: non sono molte le città che offrono più di 2000 anni di storia.

L’Ara Pacis non mi ha delusa.

Quasi 2000 anni fa, questo tipetto, tal Cesare Augusto (non so se l’avete mai sentito… Occhiolino) volle celebrare la conquista della penisola iberica e fece costruire nel campo Marzio un altare che celebrasse la pax augusta, l’Ara Pacis.

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L’altare non sorgeva nel punto in cui oggi lo ammiriamo, ma era posizionato in modo che ogni 23 settembre, il sole al tramonto, proiettasse l’ombra di una grande meridiana proprio fino alla sua soglia. Come mai proprio il 23 settembre? Era un modo “sottotono” che Cesare Augusto aveva di ricordare a tutti che era il momento di fargli gli auguri di buon compleanno.. (altro che le notifiche di facebook! ..anvedì … nun te sei montato gnente gnente ‘a testa ‘a nì!)

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Avvicinandomi al maestoso altare, cosa poteva attrarre la mia attenzione? Forse Romolo? Naaa… ma manco Remo… scusate bbelli ma ve avemo visto in tutte ‘e salse…

ma tu guarda tutti sti fiorellini intrecciati che hanno messo nella parte inferiore… un po’ detto col piglio “ma che cos’è questa robina qua??!”

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Dall’alto della mia scienza botanica, distinguo chiaramente che il bassorilievo rappresenta un’unica pianta che parte da un ceppo di acanto centrale per poi differenziarsi  in più specie vegetali, in una sorta di metamorfosi. E’ una struttura unitaria e molteplice al tempo stesso, impostata su uno sviluppo spiraliforme, un “frattale”, che disciplina il movimento naturale. Ciò in accordo al messaggio di ricchezza e varietà ma anche di ordine veicolato nel suo insieme dal fregio. Nella parte alta questa entità vegetale culmina in palmette, simbolo di vittoria, affiancate a cigni in volo, uccelli tutelari di Apollo, nume tutelare di Augusto.

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….

no, dico… mica c’avrete creduto che la spiegazione era farina del mio sacco?? maddeche!! (ma parla come magni!)

Per fortuna l’allestimento del museo era molto curato e pannelli esplicativi a colori mi hanno guidato nel riconoscere piante scolpite tanto taaaanto tempo fa

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ed eccole da vicino nel fregio elegantissimo (“no, ma il total white ha sempre il suo perchè!…come dici Evaristo? ah… una volta l’ara pacis era tutto dipinto a colori?.. bene, sto zitta…)

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Nel fregio superiore sono scolpiti i maggiori rappresentanti della classe dirigente romana in atteggiamento composto e sobrio, atteggiamento che Augusto voleva fosse trasmesso come esempio (sospiro di sconforto… come siamo caduti in basso 2000 anni dopo…)

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Nei pannelli dei lati corti sono invece rappresentati immagini che narrano la fondazione di Roma (con Romolo e Remo visti prima) e la missione universale di Roma con Venere genitrix.

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L’interno è decorato con fregi di fiori e frutta

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Un ultimo sguardo a questo capolavoro che oggi viene conservato come un tesoro preziosissimo in un grande scrigno di vetro

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Ebbene, intrisa di arte e cultura, posso così dirigermi verso na piattata de carbonara che levate! (poi dice vai a Roma a vedè i musei…)

giovedì 13 novembre 2014

l’autunno è arrivato? - by tyziana

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Sembrerebbe di sì.
Preannunciato da alcune giornate un po’ grigie e umide, è poi arrivato con un bel temporale con tuoni e fulmini e pioggia, tanta da farmi stare più serena per lo stato del giardino.

Assurdo pensare che le precipitazioni abbondanti di questi giorni stiano creando molti disastri e causando vittime in alcune parti del territorio italiano, mentre qui abbiamo avuto quasi sei mesi di siccità!

Dopo le ultime giornate di pioggia, dunque, il giardino ha un aspetto più consono al periodo, con le foglie che ingialliscono e cadono dagli alberi, queste sono dell’albero del Giuggiolo o Ziziphus spinosa 

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che creano ogni anno in autunno un sentiero dorato sotto l’albero

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le bacche che si colorano, queste nello sfondo sono dell’albero dello Schinus molle o falso pepe

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In giardino posso quindi finalmente cominciare i lavori d’autunno, visto che ora dopo le piogge la terra è più facile da lavorare.
Modificare  bordure, togliendo ciò che “non ha funzionato” e impiantando nuovi esperimenti e nuove combinazioni.

Quest’anno ho un valido aiuto dalla mia piccola Nina, che sovrintende i lavori.
Quando devo raccogliere i semi dell’Orlaya grandiflora

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seguendomi dappertutto in giardino….

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giocando a nascondino fra le graminacee e tendendomi agguati  da dietro le piante!

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Ieri pomeriggio, c’è  stata una piccola tregua dal maltempo  e  mi sono dedicata anche alle potature di erbacee perenni e ne ho approfittato per fare alcune talee, che dovrebbero attecchire con molta facilità, come per esempio  le salvie o I plecranthus.

In questo caso, per esempio, si tratta della Salvia ‘Bullulata’, una varietà che ho acquistato di recente e che si è sviluppata molto in altezza pur essendo ancora in un piccolo vaso

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Ho proceduto prima alla potatura della pianta madre, accorciando di due terzi i rami.
Dai rametti  potati, che ho ulteriormente tagliato, ho quindi ricavato tante nuove talee

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Ho messo poi  un cartellino di riconoscimento della pianta, di quelli realizzati a mano dal mio compagno Giacomo

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ed il gioco è fatto! Pronti i due vasetti delle nuove piantine ricavate dalle talee!

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Stesso lavoro l’ho eseguito  anche con piante come il Plecranthus ‘Mona Lavender’, facilissimo!

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con il Sedum ‘Purple Emperor’ e la Salvia ‘Cacaliifolia’  e gli aster Winking smile

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Prossimi lavori da non poter rimandare assolutamente saranno gli impianti dei bulbi di allium  e di tulipani, e la mia aiutante  mi sta già aspettando……

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