martedì 16 settembre 2014

Un’insolita nursery - by tyziana

WP_20140914_010 (2)-001

Dedicato alle amiche……….I’m back!!!  Winking smile

Ecco arrivato settembre!
Uno si aspetta che la fine dell’estate sia accompagnata, come daltronde è sempre successo, con qualche temporale e tanta acqua……invece no! Anzi!

insistono siccità ed alte temperature, almeno qui in Sardegna.
Sono ormai quattro mesi che non piove, a parte un piccolo episodio la scorsa settimana, che è durato talmente poco da non aver inciso più di tanto in giardino.
Continua dunque la lotta alla resistenza al caldo, con innaffiature quotidiane mentre continuo a rimandare I lavori, anche per sopraggiunti impegni familiari che mi hanno tenuta lontana dal giardino e dalle sue cure.

E’ cresciuto tutto tantissimo, se prima sembrava una giungla, adesso è proprio Amazzonia!

Ma, fra le sorprese dovute all’esuberanza del giardino, fra le fessure del battuto di cemento davanti a casa, oltre a quintali di gramigna, sono spuntate tante piccole preziose piantine, insomma una piccola nursery!

Perdonate la qualità delle foto, poiché sono tutte scattate al volo col cellulare….

La Salvia lyrata, ne sono nate alcune piante che sono fiorite e nemmeno mi sono accorta  Sad smile
WP_20140823_023

WP_20140829_006

una piccola Verbena bonariensis

WP_20140823_026

Mentre della piccola Nicotiana ‘Lime Green’ ho seguito tutti i passi, dalla nascita

WP_20140823_022

alla fioritura! La salutavo ogni mattina prima di uscire di casa  ^_^

WP_20140902_011

WP_20140902_009 (2)

WP_20140902_010-1

anche la Salvia microphylla si è disseminata nel patio
WP_20140823_024
per non parlare poi dei tanti Carex ‘Frosted curls’ che trovo ormai ovunque!

Ieri,  che ho avuto finalmente un po’ di tempo da dedicare al giardino, sono riuscita a trapiantare le piantine nei vasi.
Mani nella terra dunque, mi sono trasferita nel mio banchetto da lavoro ed ho preparato  le piante recuperate

WP_20140914_010 (2)-001

WP_20140914_011-001

WP_20140914_008-001

WP_20140914_013-001

I vasi  andranno ad incrementare  il mio già pienissimo ‘pot ghetto’, per la scelta delle piante che mi serviranno per nuovi progetti e  modifiche che presto farò in giardino, non appena rinfrescherà ed avrò più tempo da dedicare alla mia passione, che saprà distrarmi dalle angosce quotidiane.

A presto con un nuovo post! Winking smile

 

Firma post

mercoledì 27 agosto 2014

Amalfi: il gioiello nascosto–by Josie

re MG_6767
Entrando ad Amalfi è facile lasciarsi trascinare dalla miriade di persone, dai guizzi di colore, dalle chiacchiere che frullano nell’aria (nonchè dalla vetrina di una famosa pasticceria!).
Magari non ci si accorge che questa antica repubblica marinara ospita, silenzioso e celato, un candido tesoro.
Il Chiostro del Paradiso.
re IMG_6789
re IMG_6782
E’ il chiostro del Duomo, fatto costruire nel XIII secolo come cimitero per i nobili amalfitani.
E’ pura luce che si arrampica lungo gli archi acuti che richiamano la maniera moresca di fare architettura.
Il doppio colonnato, le intersezioni, la forma così armoniosa che non ha bisogno di altro per rifulgere.
re IMG_6775
Fa capolino, dall’alto, il campanile del Duomo, ornato di maioliche.
re IMG_6786
Percorrendo il Chiostro, si trovano delle cappelle con antichi affreschi e sarcofagi in pietra di epoca romana decorati a bassorilievo.
re IMG_6777
Chiostro Paradiso 1
E poi ci sono i mosaici: un tesoro dentro al tesoro, scaglie d’oro e di puro colore si intrecciano, posate centinaia di anni fa da abili mani per arrivare ora davanti ai vostri occhi.
Chiostro Paradiso2
re IMG_6801

martedì 26 agosto 2014

Isola d’Elba: la spiaggia degli Argonauti–by Josie


Nella parte centrale dell’Isola d’Elba si trova l’abbagliante Spiaggia de Le Ghiaie.
Il suo nome deriva dalla presenza di numerosi ciottoli di forma arrotondata derivanti dalle pareti rocciose che stanno alle sue spalle, sono alte formazioni di eurite, un porfido di origine sub-vulcanica che emerse un paio di milioni di anni fa; l’eurite dell’Elba tra l’altro è l’unica al mondo ad avere delle piccole macchie blu-grigio.

Il suo colore candido dona all’acqua una sfumatura meravigliosa e a voi un’irresistibile voglia di tuffarvici dentro (nonostante fosse fine maggio!)


La leggenda narra che la spiaggia fosse stata l’approdo degli Argonauti, le piccole macchioline blu che punteggiano la roccia sarebbero la traccia delle loro gocce di sudore. Gli eroi mitologici e il loro Vello d’Oro stanno forse a simboleggiare che l’Elba è un ricchissimo scrigno di minerali?

Non so se per il sudore argonauta o per la capacità che hanno le piante selvatiche di adattarsi agli habitat più vari, le rocce erano profumate di elicrisi e caprifogli, un tesoro più effimero dei ricercati minerali ma, almeno per me, non di minor valore



Un po’ di ombra dava sollievo dalla luce bianca, solo lui, alato guardiano, a difesa del proprio nido nascosto fra le rocce, resisteva al sole!

(pppsssttt!! ehiiiii!! grosso tacchino bianco!! ma secondo te a questa gli è presa una botta di sole con la storia degli argonauti?)
Vedete bene tutti che, anche al mare, Evaristo è insopportabile come al solito…

martedì 19 agosto 2014

La Pedrera: la casa plasmata dal mare –by Josie


Percorrendo con lo sguardo i profili dei tetti di Barcellona, capita di inciampare sulla schiena rigonfia di un drago o di una creatura marina: siete arrivati alla Pedrera.

Mi immergo in questa casa dove ogni dettaglio è scaturito anni fa dalla fervida immaginazione di Gaudì.
Le facciate sono onde di pietra, l’edificio è vivo.
La Pedrera o Casa Milà fu voluta dai signori Milà e costruita tra il 1906 e il 1912 lungo il Passeig de Gracia a Barcellona. All’epoca la sua forma innovativa suscitò non poche critiche, anche da parte degli stessi committenti che faticavano a comprendere quell’opera d’arte che era la Pedrera e la definirono “orribile”, rifiutando addiritura l’arredamento che Gaudì studiò sin nei dettagli; adottarono uno stile neoclassico, conforme ai gusti dell’epoca (!).
La forma del cortile interno è avvolgente, accentuata nel suo movimento rotatorio dalla scala che sale come l’inizio di una spirale. I cortili servivano a dare luce ed aria agli appartamenti.


Il movimento è fluido, sul portone di ingresso, sulle ringhiere quasi gonfiate dal vento, le abili mani dei fabbri hanno sagomato tentacoli che sembrano riprendere a muoversi appena si volta loro lo sguardo. I colori guidano lo sguardo lungo le facciate e sotto l’androne, virando l’uno nell’altro
La Pedrera1

Tutto cambia. Nelle pareti del vestibolo sono riprodotti i temi degli arazzi del Palazzo Reale di Madrid con argomenti de “Le Metamorfosi”.

Un ascensore porta sul tetto, direttamente sulla schiena del drago.


Vi sono anche scale interne che portano al tetto contenute in sei padiglioni che richiamano dei giganti e vanno in coppia, come re e regine, portano dei simboli con croci di petali e cerchi con croci (le facce delle croci sono orientate verso i punti cardinali). Vi sono anche sette gruppi di comignoli e due condotti di ventilazione che passando sotto la mano di Gaudì e della geometria differenziale, si trasformano in singolari gruppi di sculture.
I camini come severi guardiani sorvegliano la terrazza della Pedrera, una scacchiera rivestita di incrostazioni di madreperla (frammenti di piastrelle in realtà) e forme rese con pezzi di vetro ricomposti.
La Pedrera8

Le enormi pedine si aprono alla curiosità e conducono al sottotetto, siamo nella pancia della creatura marina.

in questa zona è esposto il modello tridimensionale della Pedrera con spiegazioni sulla parte strutturale composta da 270 archi di altezza diversa e disposti in modo sinuoso. Per costruire gli archi, veniva appesa una catena da una parete all’altra e Gaudì l’allungava fino ad ottenere la forma desiderata. I carpentieri trasformavano questa forma in un arco di legno che veniva ribaltato in modo che i muratori potessero comporre l’arco con i mattoni.
La soffitta, oltre a rappresentare la pancia del drago, aveva la funzione pratica di regolare la temperatura (grazie alle numerose finestrelle che si aprono verso i cortili interni) e di ospitare le lavanderie degli appartamenti.



L’illusione di trovarsi indietro nel tempo prosegue rafforzata nell’appartamento visitabile all’ultimo piano, ancora arredato con lo stile del modernisme.
Un corridoio circolare finestrato porta luce ed areazione a tutti gli ambienti che vi si affacciano. Le camere, la cucina, la sala da pranzo, lo studio comunicano una sensazione di fascino retrò.
La Pedrera4
La Pedrera5
La Pedrera6
La Pedrera7
Gaudì aveva studiato nel dettaglio anche l’arredamento, i soffitti modellati come il fondo del mare visto dagli abissi, come a trasformare gli abitanti in creature marine, gli stipiti delle porte accarezzati dalle onde, il pavimento che riporta il motivo del nautilus.
La Pedrera3
“Ne La Pedrera ciò che sta in basso somiglia a ciò che sta in alto, la pietra è acqua, la verità è bugia. La Pedrera è il Cosmo”
(Josep Maria Carandell – “La Pedrera – un’opera di Arte totale”)