martedì 16 dicembre 2014

Lo spirito del Natale - by tyziana

Con un po' di ritardo alla fine forse è arrivato.....

Con l'aiuto del giardino, naturalmente,  e grazie soprattutto ad alcuni alberi, il Ligustro e lo Schinus molle o falso pepe, che regalano ogni anno abbondanti bacche colorate, ho potuto decorare la casa e creare un'atmosfera pseudo natalizia :)

martedì 2 dicembre 2014

Insula Sinuaria–by Josie

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Quando l’ho vista per la prima volta stava racchiusa come una gemma di azzurro e di cristallo fra le pagine di un libro.

In biblioteca, aprire per caso quel libro e sognare di poterla vedere è stato tutt’uno.

L’Asinara.

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Quando l’ho rivista, avvolta fra la foschia dalla cima di Punta Scomunica, è stata come un sogno svelato.

Un colpo più bello, più forte di quello che potessi immaginare.

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L’Asinara non prende il nome dai suoi famosi asinelli bianchi, come si potrebbe pensare, ma dal suo nome latino: insula sinuaria, cioè sinuosa, per la sua forma movimentata e affascinante.

Gli asinelli comunque si incontrano lungo la strada, sia bianchi che normali ed hanno uno sguardo così dolce..

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L’Asinara è naturale, semplice e libera, come dovrebbe essere in molte altre parti della Sardegna. Senza troppe costruzioni, senza il cemento che divora il panorama.

Se si è mantenuta così incontaminata, il “merito” lo dobbiamo al fatto che fino a pochi anni fa ospitava un carcere di massima sicurezza.

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E’ forte il contrasto che emerge durante la visita del carcere, un luogo così bello destinato alla pena di tanti uomini.

Dopo il carcere, si parte a bordo di fuoristrada che, con delle guide, fanno fare la visita di tutta l’isola.

L’Asinara si differenzia molto: le coste della parte ovest sono più aspre ed esposte ai venti e alla furia del mare

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Quelle esposte a oriente, sul mare interno, sono sabbiose, placide, un mare che attira come una calamita!

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Ma… attenzione! Solo in alcune spiagge è consentita la balneazione, altre come Cala Sant’Andrea sono, per fortuna!, riserva integrale, interdette all’uomo, un ecosistema delicato che giustamente deve essere preservato con la massima cura.

In altre cale si può anche stazionare con le imbarcazioni, dopo aver chiesto i permessi all’Ente Parco.

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Geologicamente, l’Asinara si è formata 350 milioni di anni fa quando dalla crosta terrestre emersero enormi quantità di magmi a composizione granitica che trasformarono le rocce preesistenti a temperatura e pressioni molto alte. Tutta l’Asinara è quindi un alternarsi di rocce tondeggianti (granitiche) e rocce metamorfiche. La presenza del granito si nota facilmente nel rilievo del Castellaccio; il granito è una roccia molto dura e compatta che esposta agli agenti atmosferici tende a dar luogo a queste forme rotondeggianti. (e ringraziamo la guida che ha dato queste spiegazioni.. alcune le ricordo, altre no, presa com’ero a divorare quanto più azzurro possibile!)

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Percorrendo l’isola, si trova l’abitato di Cala d’Oliva, che ha ospitato anche i giudici Falcone e Borsellino durante la preparazione del maxi-processo (nella casina rossiccia, a destra nella foto)

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Una volta l’Asinara era ricoperta da boschi, che poi sono stati bruciati per ordine dei Savoia che temevano che gli evasi dal carcere di allora potessero trovare rifugio nella selva. Oggi rimane il bosco di Elighe Mannu, che significa Leccio Grande; questa è l’unica parte dell’isola dove vi è una sorgente. Una fortuna per un’isola caratterizzata da siccità (per assistere la fauna, vi sono diversi invasi artificiali che vengono riempiti dall’uomo) e anche una particolarità: la sorgente si trova infatti ad alta quota ed è alimentata dall’acqua che proviene dalla parte sommitale, e quindi alterata e permeabile, del grande rilievo di rocce metamorfiche di Punta della Scomunica.

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In un’altra zona vi sono i resti di edifici che, visti da lontano, sembrano dei menhir, dando un effetto molto suggestivo.

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Un’altra particolarità dell’Asinara è il fatto che ospita una pianta fossile vivente,  la Centaurea horrida (o fiordaliso spinoso), comparsa circa 30 milioni di anni fa.

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L’escursione coi fuori strada ha il suo gran finale a Cala Sabina, dove è possibile fare il bagno circondati da un sacco di pesci. Forse sarò sciocca, ma mi ha commosso vedere come si avvicinavano a me senza timore, come se l’uomo non fosse una minaccia, ma un amico.

Il colore di quel mare così trasparente, attorno nulla di costruito, solo verde fin dove l’occhio può arrivare.

I profumi. Il suono delle onde. Attimi che tolgono il fiato.

Tutto il viaggio fatto, il traghetto, le code, chilometri e chilometri di asfalto. Tutto era per arrivare qui.

Ne è valsa la pena.

L’Asinara è Natura amica. Un antico incanto.

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lunedì 1 dicembre 2014

Non è mai troppo tardi…… - by tyziana

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…per fare le semine delle annuali ed erbacee.
Soprattutto quando al 30 di novembre ci sono temperature da tropici!
Anche se scendeva una delicata pioggerellina, oggi lo scirocco  ha portato un vento ed un  caldo insolito per l’autunno, con circa 25°!

Dopo aver impiegato il sabato a mettere un po’ in ordine il disorganizzatissimo pot ghetto, l’angolo delle talee e delle semine, ben lontano da quello che ho sognato oggi, quando ho trovato questa immagine sul web  ( http://survivethecomingcollapse.com/1431/raised-bed-gardening-from-recycled-materials/ )

10806401_10204805338527533_3357078481072477491_nho deciso invece oggi di tentare alcune semine di annuali e di erbacee da fiore, visto che  ho ancora tante bustine di semi dal Seed of Love 2014

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Circondata da un’atmosfera un po’ buia data la giornata piovosa, e preparato tutto l’occorrente, inizio col primo lotto di semine.
In questo caso uso un recipiente rettangolare di plastica , a cui ho praticato dei fori sotto per il drenaggio, riempito per metà di una miscela di terriccio. Uso il risultato del compost che alleggerisco con della sabbia di granito in disfacimento

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segno i nomi delle varietà su cartellini ricavati dal cartone del latte ( resistono per mesi! )
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e procedo con la semina, mettendo i cartellini in corrispondenza della fila seminata

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Dopo aver seminato e cartellinato, aggiungo uno strato superficiale di vermiculite espansa, adatta al caso perchè oltre che isolante trattiene l’umidità

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Semine del 1° Lotto:

1) Leonurus sibiricus  ( Valerie D. )
2) Centaurea cyanus Frosted Queen ( Chantal ) 
3) Iberis Empress White (Chantal )
4) Scabiosa stellata  ( Laurence D. )
5) Haloragis erecte “Wellington Bronze”   ( Maurice L. )

Si può scegliere di seminare anche con appositi kit, completi di copertura trasparente per eventuali sbalzi di temperatura ( in questo periodo non c’è pericolo!! )

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Anche in questo caso procedo con il riempimento di oltre la metà degli alveoli con il terriccio misto a sabbia, e ricopro I semi con la vermiculite

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Semine del 2° Lotto:

1) Papaver rhoeas “Shirley Poppy”  ( Florence )
2) Papaverum somniferum ( mio ) 
3) Ammi visnaga ( Camille R. )
4) Ammi majus  ( Camille R. )
5) Centranthus lilla  ( Palmira )
6) Sanguisorba tenuifolia “Purpurea”  ( Monique Van der Plaas )

Semine del 3° Lotto:

1) Papaverum somniferum “Black Peony”  ( mio )
2) Geranium pratense ( mio )
3) Linum vivace blue  ( acquisto )
4) Penstemon  cyaneus  ( Josie )
5) Alcea rosea “Double salmon” (  Mireille )
6) Trachelium caeruleum  ( mio )


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Ecco il risultato finale
In poco spazio tante future piante che arricchiranno la primavera in giardino!
E indovinate un po’ chi ha controllato che facessi tutto bene?

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martedì 25 novembre 2014

Le metamorfosi di una bordura - by tyziana


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Comincia così un ciclo di post che vorrei realizzare per raccontarvi come cambiano col variare delle stagioni le fioriture delle  bordure più importanti che ho realizzato in giardino.

In questo caso si tratta della  bordura  che delimita il piccolo quadrato di prato di lato della casa. Il mio giardino non è grandissimo e qui parliamo di circa una ventina di metri quadrati in tutto e la bordura forse non raggiunge i tre metri.
Nella foto ad inizio post siamo agli inizi della primavera, primi di aprile, con la spettacolare fioritura degli allium cowanii e di piccoli muscari blu e i nuovi germogli verde acido della Choisia ternata ‘Sundance’.

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Fine aprile, finisce la fioritura degli allium cowanii bianchi, ma rimane il verde acido della Choisia. A colorare la bordura di rosa ci pensa un oxalis spontaneo, che ricopre,  con la sua esuberanza, i  cespuglietti di chlorophito variegato.

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Arriva maggio, il mese delle rose,  fiorisce la rosa ‘Cardinal de Richelieu’, accompagnata dalla fioritura delle Ajughe  reptans atropurpurea, delle  Aquilegie vulgaris‘Chrisantha’ e  delle Digitalis purpurea ‘Apricot’  

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Arriva l’estate e cambia qualcosa.
Nasce spontaneo un Papaverum somniferum 'Paeoniflorum' abbinato alla Buddleia ‘Buzz Ivory’ che inizia la sua instancabile fioritura che durerà per mesi

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Sfiorisce la rosa ‘Cardinal de Richelieu’, una gallica  con un’unica lunga fioritura primaverile, ma restano i suoi rami arcuati e flessibili.
A darle il cambio c’è la bellissima rosa ‘William Morris’

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Al lato opposto della bordura cresce la Hydrangea ‘Pink Annabelle’, da una talea regalo del mio amico Claudio
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In piena estate i pochi metri quadrati di prato sono letteralmente sopraffatti  dall’esuberanza delle bordure!

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E per finire in autunno, continua la fioritura della Buddleia e della rosa, a cui si aggiungono finalmente gli  aster!!

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Novembre: autunno inoltrato.
La bordura si spegne e cominciano i lavori per  alcune modifiche.
Ho trapiantato alcune Salvia lyrata Campanule takesimana ‘Elizabeth’ che fioriranno ai piedi della rosa ‘Cardinal de Richelieu’ la prossima primavera, insieme alle aquilegie e all’ajuga
Spero che I risultati mi diano ragione
Winking smile
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