domenica 6 aprile 2014

Primavera in giardino Milis 2014 - 2° parte - by tyziana

 

Lo so lo so! Non me ne parlate!
So di essere in mostruoso ritardo per la seconda parte del reportage su Milis!!

Potrei sembrare John Belushi  in The Blues Brothers ma……… davvero sono stata male la scorsa settimana, e poi c’è stata un’invasione, non di cavallette, ma di mosche tzè tzè qui al villaggio, che mi fanno crollare dal sonno ogni dopo cena, quando di solito preparo i post in relax…....forse un po’ troppo relax! ahhahahah  Open-mouthed smile

Bè, forse stasera ci riesco…..non posso addormentarmi seduta al tavolo su una sedia rigida vero?


Proseguendo dunque il racconto di Milis Primavera in giardino, vi voglio parlare non di vivaisti, di cui abbiamo già parlato ampiamente nei post precedenti, ma vorrei parlarvi di altre novità  presenti alla manifestazione.

Del mio amico Paolo Parlamento, che presentava in questa occasione gli ’Hotel per insetti’, piccoli manufatti di materiali naturali e riciclati, che ripropongono i luoghi  preferiti dagli insetti utili, dove possono rifugiarsi, andare in letargo d’inverno e riprodursi.

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Si parla di insetti utili, cioè gli insetti impollinatori, senza il  lavoro dei quali  non avremo nè frutti nè semi!
Einstein sosteneva che se non esistessero le api, in tre anni scomparirebbe anche l’uomo.

Ma qui non si parla solo di api, ma di tutti quegli insetti cosiddetti ‘utili’,   oltre a quelli che hanno il compito di impollinare gli alberi da frutto, esistono anche quelli che sono antagonisti degli insetti parassiti, come ad esempio le coccinelle che combattono gli afidi. Una coccinella può arrivare a divorare anche 100 afidi in un giorno!

Paolo ha creato piccole strutture, da posizionare sugli alberi, ricavate dalle sezioni d’albero

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e le casette-hotel che ha venduto subito e poichè non ho fatto in tempo a scattare delle foto, vi faccio un esempio preso dal blog Un piccolo giardino in città che ha fotografato i suoi manufatti ad una manifestazione lo scorso anno

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In occasione di Primavera in giardino,  ho avuto anche l’opportunità di incontrare una cara amica conosciuta su Facebook, Lucilla Zanazzi, giornalista e scrittrice, recensisce libri sul sito ‘Paesaggio critico’, ed è espertissima di piante e giardini. 

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Presentava in una conferenza a Milis il suo nuovo libro “Uomini e piante” - le passioni dei  collezionisti del verde, in cui parla, in una lunga galleria, di personaggi che hanno collocato al centro della loro vita l’amore per il mondo vegetale.

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Si tratta dunque di una serie di racconti e interviste che Lucilla  ha realizzato con personaggi di spicco nell’ambiente biofilo, dove si parla di sbandate per le rose, di passioni per i tulipani  e innamoramenti per le erbe officinali.
Un interessante percorso in lungo e in largo per l’Italia e non solo, che ci illustra come da una passione si può arrivare a diventare veri sapienti del verde!

E poi….. e poi ci siamo noi! Noi del Furighedda gardening! ^^
Data l’assenza quest’anno della delegazione dell’Adipa, che non aveva mai perso una edizione, abbiamo  avuto l’incarico da Italo e Leo del vivaio I campi, organizzatori della manifestazione, di gestire il banchetto degli scambi di semi e piantine.

Abbiamo perciò approfittato di questo incarico per fare un po’ di pubblicità al nostro blog, dato che già dall’anno scorso avevo avuto il piacere di incontrare alcune nostre lettrici. 
Ci siamo quindi subito attivate per dare una nuova immagine al nostro blog e preparato alcuni cartelloni con le foto dei nostri giardini, dopo aver preparato i mosaici

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preparato i bigliettini da visita da distribuire, ed il tabellone descrittivo del blog

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le bustine dei semi e le piantine per gli scambi….

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….e dopo mille peripezie e non pochi intoppi!!!, finalmente, con l’aiuto delle mie amiche Romina & Romina, che hanno portato le loro cassettine con piantine per gli scambi,  dell’amico Federico Billo, di cui vi ho parlato in questo post, che ci ha prestato due tinozze di bambou, che caratterizzano il suo stand, della mia cara amica Gloriana, che mi ha portato materiale per l’esposizione  ( suo è il tulle che ho utilizzato per infiocchettare la tinozza…  )   siamo riuscite a creare il nostro angolino “furigheddoso” a Milis! ^_^

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   Nel  cartellone erano indicati i 10 punti  del Furighedda test
   ( ideato da Josie! )  per riconoscersi come “furigheddose”:

   Furighedda-test!
   Hai contratto anche tu la furighedda se riscontri almeno tre di
   questi sintomi.
   1) Hai una lista desideri di piante lunga da qui a timbuctu
   2) fai le ore piccole sui siti dei vivaisti selezionando 
       accuratamente una carettata di piante per poi scoprire che
       NON spediscono nel tuo paese (ogni riferimento al Blue J.
       Iris è puramente casuale)
   3) i primi giorni dell'anno scalpiti in attesa del calendario delle
        mostre florovivaistiche
   4) ti fai venire il mal di schiena per mettere a dimora
        personalmente piantine che chiunque giudicherebbe alla
        stregua di erbacce
   5) mentre passeggi in campagna o al mare hai l'occhio
       strabico perchè sbirci se ci sono delle spontanee da poter
       trafugare
   6) a fine estate ammucchi tovagliolini di carta zeppi di
       semini, rischiando che la nonna condisca la pasta con la tua
       preziosa Nigella invece che col pepe
   7) vai sproloquiando nomi in latino al malcapitato in visita al
       tuo giardino che osi anche solo lontanamente accennare ai 
       fiori, intortandolo poi con monologhi senza fine
   8) pensi che le rose HT siano delle carciofe inguardabili
   9) hai mezza libreria con libri in inglese sul giardinaggio
       (ahhh!! gli inglesi! popolo eletto e sensibile!)
10) sei in contatto con altri contagiati come te, con cui passi ore a dare la caccia a quella particolare pianta, coi fiori piccolissimi e quasi neri...oppure che fiorisce solo un giorno all'anno e forse pure ad anni alterni.
Vi ci ritrovate?  Allora seguiteci sul  Furighedda Gardening Blog! 

Il nostro stand è stato ben frequentato ed è stata  questa una buona opportunità  per conoscere tante nuove amiche ed  un’occasione per incontrare ancora le amiche conosciute lo scorso anno.
Prossima puntata… …il bottino della giornata! Winking smile



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martedì 1 aprile 2014

Park Guell: giocare col “fantastico”–by Josie

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Quando vi prende la noia, una ricetta c’è: mangiate pan di zenzero mentre guardate una miriade di piastrelle rotte e colorate, poi una capriola (anche tu Delia!) che vi porti a testa all’ingiù ed è fatta.
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la realtà si capovolge nella fantasia
Il solito monotono capanno del custode del giardino?
No, case di marzapane colorate..
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con finestre che si gonfiano come vele piene di vento, che luccicano come conchiglie, che hanno attorno i colori del cielo e del mare.
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Siete entrati nel regno del “fantastico” e una grossa lucertola vi dà il benvenuto.
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Le pareti non sono rigide e monocolori, sono incrostazioni di tessere colorate, le smerlature non servono a incutere timore ma a giocare coi riflessi del sole.
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I passaggi ombrosi sono colonnati di roccia che non conoscono legge di gravità, e una signora si porta in testa terrazzamenti di pietra come se reggesse un’anfora
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Le piante strabordano con un solo tocco, crescendo vitali nel controluce.
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Il sotto non sta più dove dovrebbe stare, ma sta sopra la vostra testa, il soffitto come il fondo del mare, si modula in bolle perlescenti.
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Dove chiacchierate con gli amici?
Guardate dall’alto tutta una città mentre vi sedete su un’onda colorata.
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E ora, aprite gli occhi.
Siete stati al Park Guell, Barcellona.
E quel bambino che vi ha accompagnato si chiama Antoni.
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mercoledì 26 marzo 2014

Craco: sospeso nel tempo–by Josie

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Craco è in Basilicata, non molto distante da Matera.
O forse no.
Svolti l’ultima curva e salti indietro, di colpo.
Craco è un borgo per cui il tempo si è fermato.
Anni fa i lavori dell’uomo hanno provocato dei dissesti diffusi sotto le case del borgo, tanto da costringere le persone che vi abitavano ad abbandonarlo per il pericolo di crolli.
Questa è stata la sua sfortuna.
Oggi rimangono le case abbandonate, vuote, fiaccate dalle numerose crepe.
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Le finestre ospitano solo fiori, i balconi si affacciano su un’atmosfera surreale.
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Questa è stata la sua fortuna.
Niente negozi di improbabili souvenir per turisti, niente rumore di macchine, niente cementificazione, niente luci artificiali.
A Craco è rimasta la Natura.
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L’unico suono a interrompere il mormorio del vento, i campanacci delle capre.
L’unico affascinante inciampo per lo sguardo che si srotola libero, le pieghe dei suoi calanchi.
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Craco, un pugno di pietre che si erge ancora fiero dalla pietra.
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Cosa cerchi viandante, se non il cammino non tracciato.
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Cosa sei, se non un fiore che rifiorisce, una scorza ruvida come la pelle dei calanchi.
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Cosa respiri, se non l’umidità del tramonto.
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Craco è questo: silenzio, abbandono, suggestione..