mercoledì 27 agosto 2014

Amalfi: il gioiello nascosto–by Josie

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Entrando ad Amalfi è facile lasciarsi trascinare dalla miriade di persone, dai guizzi di colore, dalle chiacchiere che frullano nell’aria (nonchè dalla vetrina di una famosa pasticceria!).
Magari non ci si accorge che questa antica repubblica marinara ospita, silenzioso e celato, un candido tesoro.
Il Chiostro del Paradiso.
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E’ il chiostro del Duomo, fatto costruire nel XIII secolo come cimitero per i nobili amalfitani.
E’ pura luce che si arrampica lungo gli archi acuti che richiamano la maniera moresca di fare architettura.
Il doppio colonnato, le intersezioni, la forma così armoniosa che non ha bisogno di altro per rifulgere.
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Fa capolino, dall’alto, il campanile del Duomo, ornato di maioliche.
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Percorrendo il Chiostro, si trovano delle cappelle con antichi affreschi e sarcofagi in pietra di epoca romana decorati a bassorilievo.
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E poi ci sono i mosaici: un tesoro dentro al tesoro, scaglie d’oro e di puro colore si intrecciano, posate centinaia di anni fa da abili mani per arrivare ora davanti ai vostri occhi.
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martedì 26 agosto 2014

Isola d’Elba: la spiaggia degli Argonauti–by Josie


Nella parte centrale dell’Isola d’Elba si trova l’abbagliante Spiaggia de Le Ghiaie.
Il suo nome deriva dalla presenza di numerosi ciottoli di forma arrotondata derivanti dalle pareti rocciose che stanno alle sue spalle, sono alte formazioni di eurite, un porfido di origine sub-vulcanica che emerse un paio di milioni di anni fa; l’eurite dell’Elba tra l’altro è l’unica al mondo ad avere delle piccole macchie blu-grigio.

Il suo colore candido dona all’acqua una sfumatura meravigliosa e a voi un’irresistibile voglia di tuffarvici dentro (nonostante fosse fine maggio!)


La leggenda narra che la spiaggia fosse stata l’approdo degli Argonauti, le piccole macchioline blu che punteggiano la roccia sarebbero la traccia delle loro gocce di sudore. Gli eroi mitologici e il loro Vello d’Oro stanno forse a simboleggiare che l’Elba è un ricchissimo scrigno di minerali?

Non so se per il sudore argonauta o per la capacità che hanno le piante selvatiche di adattarsi agli habitat più vari, le rocce erano profumate di elicrisi e caprifogli, un tesoro più effimero dei ricercati minerali ma, almeno per me, non di minor valore



Un po’ di ombra dava sollievo dalla luce bianca, solo lui, alato guardiano, a difesa del proprio nido nascosto fra le rocce, resisteva al sole!

(pppsssttt!! ehiiiii!! grosso tacchino bianco!! ma secondo te a questa gli è presa una botta di sole con la storia degli argonauti?)
Vedete bene tutti che, anche al mare, Evaristo è insopportabile come al solito…

martedì 19 agosto 2014

La Pedrera: la casa plasmata dal mare –by Josie


Percorrendo con lo sguardo i profili dei tetti di Barcellona, capita di inciampare sulla schiena rigonfia di un drago o di una creatura marina: siete arrivati alla Pedrera.

Mi immergo in questa casa dove ogni dettaglio è scaturito anni fa dalla fervida immaginazione di Gaudì.
Le facciate sono onde di pietra, l’edificio è vivo.
La Pedrera o Casa Milà fu voluta dai signori Milà e costruita tra il 1906 e il 1912 lungo il Passeig de Gracia a Barcellona. All’epoca la sua forma innovativa suscitò non poche critiche, anche da parte degli stessi committenti che faticavano a comprendere quell’opera d’arte che era la Pedrera e la definirono “orribile”, rifiutando addiritura l’arredamento che Gaudì studiò sin nei dettagli; adottarono uno stile neoclassico, conforme ai gusti dell’epoca (!).
La forma del cortile interno è avvolgente, accentuata nel suo movimento rotatorio dalla scala che sale come l’inizio di una spirale. I cortili servivano a dare luce ed aria agli appartamenti.


Il movimento è fluido, sul portone di ingresso, sulle ringhiere quasi gonfiate dal vento, le abili mani dei fabbri hanno sagomato tentacoli che sembrano riprendere a muoversi appena si volta loro lo sguardo. I colori guidano lo sguardo lungo le facciate e sotto l’androne, virando l’uno nell’altro
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Tutto cambia. Nelle pareti del vestibolo sono riprodotti i temi degli arazzi del Palazzo Reale di Madrid con argomenti de “Le Metamorfosi”.

Un ascensore porta sul tetto, direttamente sulla schiena del drago.


Vi sono anche scale interne che portano al tetto contenute in sei padiglioni che richiamano dei giganti e vanno in coppia, come re e regine, portano dei simboli con croci di petali e cerchi con croci (le facce delle croci sono orientate verso i punti cardinali). Vi sono anche sette gruppi di comignoli e due condotti di ventilazione che passando sotto la mano di Gaudì e della geometria differenziale, si trasformano in singolari gruppi di sculture.
I camini come severi guardiani sorvegliano la terrazza della Pedrera, una scacchiera rivestita di incrostazioni di madreperla (frammenti di piastrelle in realtà) e forme rese con pezzi di vetro ricomposti.
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Le enormi pedine si aprono alla curiosità e conducono al sottotetto, siamo nella pancia della creatura marina.

in questa zona è esposto il modello tridimensionale della Pedrera con spiegazioni sulla parte strutturale composta da 270 archi di altezza diversa e disposti in modo sinuoso. Per costruire gli archi, veniva appesa una catena da una parete all’altra e Gaudì l’allungava fino ad ottenere la forma desiderata. I carpentieri trasformavano questa forma in un arco di legno che veniva ribaltato in modo che i muratori potessero comporre l’arco con i mattoni.
La soffitta, oltre a rappresentare la pancia del drago, aveva la funzione pratica di regolare la temperatura (grazie alle numerose finestrelle che si aprono verso i cortili interni) e di ospitare le lavanderie degli appartamenti.



L’illusione di trovarsi indietro nel tempo prosegue rafforzata nell’appartamento visitabile all’ultimo piano, ancora arredato con lo stile del modernisme.
Un corridoio circolare finestrato porta luce ed areazione a tutti gli ambienti che vi si affacciano. Le camere, la cucina, la sala da pranzo, lo studio comunicano una sensazione di fascino retrò.
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Gaudì aveva studiato nel dettaglio anche l’arredamento, i soffitti modellati come il fondo del mare visto dagli abissi, come a trasformare gli abitanti in creature marine, gli stipiti delle porte accarezzati dalle onde, il pavimento che riporta il motivo del nautilus.
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“Ne La Pedrera ciò che sta in basso somiglia a ciò che sta in alto, la pietra è acqua, la verità è bugia. La Pedrera è il Cosmo”
(Josep Maria Carandell – “La Pedrera – un’opera di Arte totale”)

domenica 17 agosto 2014

Ma chi ha il coraggio di fiorire con 40°??? - by tyziana

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Eppure qualcuno c’è!!

Aaaahhh, la lunga estate sarda!
Parafrasando un famoso film hollywoodiano, mentre in altre parti d’Italia non fa che piovere e addirittura grandinare, con temperature molto al di sotto del normale,  qui in Sardegna l’estate è sempre la stessa, caldissima e lunga!

Qualche giorno fa  il termometro è salito addirittura fino ai quaranta gradi, con aria bollente e caldo soffocante che mi hanno fatto temere per il mio amato giardino.
La lotta contro la siccità continua e le restrizioni d’acqua al villaggio si fanno sempre più dure.
Fortunatamente abbiamo un buon impianto di irrigazione ed io riesco con una pompa a mano ad irrigare dove non arriva l’impianto.

Il giardino è sì verdeggiante, nonostante tutto, ma stasera volevo rendermi conto delle poche fioriture che resistono a queste forti temperature e devo dire di aver avuto non poche soddisfazioni!
In copertina, la fioritura dei delicati Amaryllis ‘Belladonna’, quest’anno più che generosi

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Ma partiamo da alcune rose, direi perfette nonostante il caldo!
L’incredibile e delicata fioritura di una rosa ‘Heritage’

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l’immagine poetica di una ‘William Morris’, che accompagna la fioritura tanto attesa del Pennisetum setaceum rubrum
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l’instancabile ‘Perle d’Or’,  davvero una perla di rosa
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Ah e poi c’è la bellissima ‘Le Vésuve’, ho perso il conto di quante fioriture ha già fatto quest’anno
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ed anche  la César di Meilland
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Anche la Clematis ‘Arabella’ è un’autentica sorpresa!

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così come la delicatezza della Fucsia ‘Annabel’, che non smette di fiorire dalla primavera
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Grandi soddisfazioni quest’anno anche dalla vaschetta creata con le annuali Torenia ‘Catalina Pink’, abbinate all’Ipomea batatas ‘Blackie’ e alla Lysimachia nummularia aurea
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Continuando con i toni pastello, anche l’Eliotropio è uno stakanovista, diventato ormai gigantesco!

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Alla sua seconda fioritura il Geranium, ancora da identificare, nato dai semi di Isabelle
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sullo sfondo, a far da contrasto inizia la fioritura del Plecranthus ‘Mona Lavender’ dalle curiose foglie viola scuro sul retro, a cui ho abbinato una splendida Aquilegia ‘Woodside variegata’
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Iniziano a fiorire anche i Chrysantemum ‘Poésie’, deliziosi!
DSCN9633 e gli Anemoni x hybrida robustissima, regalatimi da mia sorella Delia
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e l’Aster ageratoides del mio caro amico Michele
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Immancabile in un giardino mediterraneo che si rispetti, la Tulbaghia violacea, che aspetta proprio il caldo torrido per fiorire

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Facilissima la Liriope variegata! La adoro per il suo contrasto fra le foglie quasi dorate ed il viola dei fiori
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timida invece la fioritura dell’Ipomea batatas ‘Blackie’, I cui fiori si nascondono sotto le foglie
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Passiamo invece a toni più caldi e forti, con la bellissima Dicliptera suberecta presente ovunque in giardino, ma mi piace tantissimo l’abbinamento al Miscanthus sinensis variegato, lapilli di fuoco escono dalle foglie variegate

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Tornando sui colori più delicati, fiorisce nuovamente il garofanino profumato di Federico Billo, regalo della cara amica Gloriana,

DSCN9769ed è sempre di Billo, il garofanino nella nuova bordura
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non dimentico la bellissima Begonia evansiana grandis rosea con le sue caratteristiche enormi foglie
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E per finire, la Buddleia ‘Buzz Ivory’, infaticabile come nessuno, continua a produrre pennacchi bianchi , mentre la Choisia ternata ‘Sundance’ emette nuove tenere foglie dorate

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Bè, dai…..tutto sommato per essere a metà agosto e con temperature sempre oltre i 30° non è poi così male no? Winking smile
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