Terme naturali di Bagno Vignoni – by Josie

Bagno Vignoni è un piccolo borgo toscano famoso per la sua piazza costituita da una storica vasca di acqua termale.
Ma vi è anche, sotto lo sperone di roccia su cui si trova il paese, una vasca termale naturale inserita in un contesto di essenze spontanee.
Si parcheggia la macchina lungo uno strada a sterro e poi ci si addentra nella macchia, avanzando tra i profumi. Abbarbicati allo sperone di roccia crescono cespugli di spontanee, ginestre, cisti, santoline.
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L’acqua termale sulfurea, di origine vulcanica, sgorga a circa 50°, ma scendendo in rivoli lungo la roccia arriva ad una temperatura più sopportabile; io ci sono stata quest’estate, sarebbe meglio andarci quando l’aria è un po’ più fresca!
L’acqua, pur essendo sulfurea, non puzza come immaginavo e, toccandola, dà l’impressione di essere “liscia”.

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Pur essendo tarda estate, la macchia è ancora ricca di fiori, gli effetti delle graminacee controluce sembrano quasi creati ad arte.
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Abbassando il naso verso terra, ho visto il blu luminoso dell’Echium vulgare. Mi incuriosisce sempre capire da dove derivino i nomi delle spontanee. Volgarmente è anche detta Erba Viperina, infatti “eckis” in greco significa “vipera”, forse per la forma degli stami che sporgono dalla corolla come la lingua di una vipera. Il nome Echium deriva anche da una leggenda greca, in cui Nicandro ed Alcibiade, morsi da una vipera, si curarono masticando la pianta e mettendone la poltiglia sulle ferite. Curiosando ancora, in Puglia, c’è un paese che si chiama San Nicandro Garganico…e cosa troviamo sullo stemma del paese? Un’aquila che tiene una vipera fra gli artigli. Chissà se nelle campagne aride di San Nicandro abbonda l’Echium vulgare..
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Nella foto seguente, si vede una spontanea piena di capolini, non ne conosco il nome esatto, la forma del fiore potrebbe far pensare che faccia parte della famiglia del Cirsium. Il calice però non è irto di “spini” come nei cirsium.. chi sarà l’esuberante sconosciuta? mmhh..ah ecco! il calice mi ricorda quello dei fiordalisi.. fa parte quindi delle Centauree? forse Centaurea Pratensis.. Il nome Centaurea deriva dal Centauro Chirone, il più saggio e pacato dei centauri, secondo la mitologia greca. Chirone infatti era figlio di Filira (“tiglio” in greco, nota pianta dai poteri calmanti). Esperto in medicina e nelle proprietà delle erbe medicinali, il Centauro Chirone curò addirittura Achille ed istruì Asclepio, il dio greco della medicina. Questo piccolo fiore ha dunque molta storia alle spalle.. c’è anche la Costellazione del Centauro che rappresenta Chirone
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Lambita dal sole, i capolini sferici della Santolina (somiglia alla S. pinnata). Il nome Santolina parrebbe derivare dal latino “sanctus” (santo) e “linus” (lino) in riferimento alle proprietà terapeutiche, una sorta di “Erba Santa” come viene chiamata nel “Trattato universale delle Droghe Semplici” di Niccolò Lemery del 1721, che la indica “buona contra i vermi, contra la morsicatura dè Serpenti, e la puntura degli Scorpioni; per resistere alla putrefazione; per fortificare i nervi. Si adoprano le sue foglie, e i suoi semi in decozione, o in polvere”. Se avete voglia, ecco il link di Google books (http://books.google.it/books?id=6UjmM0UaiwAC&pg=PA320&lpg=PA320&dq=santolina+etimologia&source=bl&ots=CBkpmmsUmn&sig=EQWk95jcc7m4E05fIxIkJHIJbpA&hl=it&ei=qinnTtutDseF4gSOxqCICQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=3&ved=0CDIQ6AEwAg#v=onepage&q&f=false ) dove trovare il trattato, potenza di internet!
Oppure il nome Santolina potrebbe derivare da Xanto. Nella mitologia greca, Xanto (o Xanthe, che significa “giallo”) è un cavallo immortale e col dono della parola. Nell’Eneide, Enea parla di Xanto come di un arido fiume.. ecco quindi che volendo, il collegamento si trova, sia col colore giallo tipico della Santolina, sia coi luoghi aridi che sono il suo habitat naturale.
A questo punto, vi potete dire fortunati che della piantina a destra non conosco il nome, altrimenti vi toccava sorbirvi altre divagazioni!
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La mano della natura a volte sa fare molto bene, meglio di me senz’altro! A sinistra si notano i capolini scuri dell’Allium schoenophrasum, mentre a destra l’Eryngium contrasta con le graminacee spontanee.
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eheheheh!! Questa la so!! Eryngium campestre, il verde spinoso, bello e intoccabile! Che ridere, volgarmente è anche chiamato Bocca di Ciuco o Calcatreppolo. Eryngium parrebbe derivare dal greco “erungius” che significa “riccio”, oppure, sempre dal greco “eryngion” che significa “ruttare”, in riferimento alle proprietà della pianta che secondo il medico e botanico Dioscoride farebbe “rendere tutte le ventosità”. Dioscoride non era proprio l’ultimo degli sciocchi, scrisse in greco nel I secolo D.C. un erbario suddiviso in 5 libri, “De Materia Medica” che influenzò molto sia la medicina greco-romana sia quella orientale. Il suo erbario ebbe infatti molte versioni sia arabe che indiane (ecco un’immagine di una copia in arabo risalente al 500 http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4c/Arabic_herbal_medicine_guidebook.jpeg ). Oggi mi ha preso male, vi avverto, divago che è una bellezza!
Che cos’abbiamo nella foto di destra? Sarà mica un’Achillea?? (dopo tutta quest’assenza, mi sento in dovere di ammorbarvi come si deve, eheheheh).
L’Achillea, qui ci arriva anche un bambino, deriva il suo nome da Achille; c’è una credenza in base a cui Achille la utilizzò per curare le ferite di guerra dei suoi soldati, impiego che imparò, indovinate da chi? proprio da Chirone, il centauro medico che dà il nome alla Centaurea. Nel linguaggio dei fiori, infatti, l’Achillea simboleggia sia la guarigione, sia la guerra.
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Questo bel cespuglione di fagioli sulla sinistra è invece una ginestra ormai a seme, forse una Genista cinerea (e cinerei sarete voi all’idea dell’ennesima pappardella botanica…). Ordunque, ripetete con me, da dove arriva il nome  Genista? L’amico Lemery delle Droghe Semplici (detta così, non suona bene bene) la collega alla parola “genu”, ginocchio, perchè la pianta è flessibile come un ginocchio (e ci sarebbe da chiedersi che ginocchia di gomma avesse il Lemery, se gli ricordavano le ginestre!). Secondo Plinio invece, le radici della ginestra contenevano oro. L’umile ginestra figura anche nello stemma di Enrico II, che era detto infatti “Il Plantageneto” (da planta genista). Infine, in celtico, il termine “gen” significa “cespuglio”.
A destra, i piccoli e leggeri fiori della Clematis Vitalba che, nonostante l’aspetto gradevole, è una pianta fortemente tossica. Viene infatti chiamata anche “erba dei cenciosi” perchè una volta i mendicanti la utilizzavano per procurarsi ferite e piaghe per poter chiedere l’elemosina. Simbolicamente, quindi, il fiore della clematis rappresenta l’artificio, la menzogna.
La parola Clematis deriva dal greco “klema” che significa “viticcio” o “pianta volubile” e “atos”, pezzo di legno. Vitalba deriva dal latino “vitis alba”, vite bianca.
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La spiga di fiori gialli a sinistra è quella del Verbascum blattaria, il suo nome è un’alterazione di “barbascum” da barba, per la lanugine che ricopre le foglie di molti tipi di verbasco. La radice del nome è anche riconducibile a “bhle” che significa “brillare”; anticamente infatti il verbasco era usato come stoppino per le lucerne.
A destra abbiamo il ginepro, Juniperus Communis nome che deriva dal celtico “juneprus” che significa “aspro”, dal sapore delle sue bacche. Il latino “juniprus” si scompone anche in “junix”  giovenca e “pario” partorisco, perchè in vari paesi il ginepro si somministrava alle vacche per favorire loro il parto.
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E ora, dopo tutto questo “ginepraio” di paroloni (e qui ci sta il lancio delle uova), quello che ci vuole è un bel bagno termale ultrarilassante, con tanto di fanghi naturali e GRATIS! Il fango chiaro e morbidissimo è in sospensione nell’acqua tiepida e depositato sul fondo della vasca.. dovreste sentire che pelle liscia che vi lascia! Infine, una nota per Delia: nelle acque termali di Bagno Vignoni si bagnò anche Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico.. lui e tutte le sue forchette che, di magnificenza in magnificenza, sono arrivate oggi alla magnifica (ahem..) folle che vi ritrovate per le mani, ahaahaahahhh!!!
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7 commenti

  1. Dai, ragazza, vai alla grande!!!
    Un posto invitante (già solo per il fatto che hai detto che è rilassante....!), con una flora spontanea di tutto rispetto, quello che mi ha colpito è lo studio approfondito che hai fatto del nome delle piante e della storia.
    Grazie, Josie!

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  2. Great to read a little of the story behind the names and see alittle of your wildflowers. I didn't realise you had hot springs - I wouldn't have minded having a dip!

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  3. mi sa che quest'estate ci faccio una capatina!!!! Grazie mille della dritta!!! il posto è magnifico!

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  4. ma questo è il luogo degli gnomi!
    un bacio e buone feste.
    cecilia

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  5. ma... sei proprio tu??? la Josie!?!?!
    è stato molto piacevole perdersi con te nei meandri della botanica e della leggenda, nonché sguazzare nella vasca... ci voleva proprio un bagnetto tiepido con questo freddo.... brrr.....

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  6. Ha ragione Bambù, con questo freddino mi piacerebbe fare un tuffetto nelle acque termali, viene caldo solo a vedere le immagini! ;))
    Mi piace questo studio delle spontanee, hai fatto delle ottime ricerche ed è interessante conoscere anche l'origine dei nomi delle specie.
    Mi hai fatto venire nostalgia della Toscana, che mi ha lasciato un bellissimo ricordo nel cuore.....:X

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