Roma: frattali naturali sull’Ara Pacis–by Josie

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Quando si va a Roma ci si aspetta di rimanere incantati: non sono molte le città che offrono più di 2000 anni di storia.
L’Ara Pacis non mi ha delusa.
Quasi 2000 anni fa, questo tipetto, tal Cesare Augusto (non so se l’avete mai sentito… Occhiolino) volle celebrare la conquista della penisola iberica e fece costruire nel campo Marzio un altare che celebrasse la pax augusta, l’Ara Pacis.
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L’altare non sorgeva nel punto in cui oggi lo ammiriamo, ma era posizionato in modo che ogni 23 settembre, il sole al tramonto, proiettasse l’ombra di una grande meridiana proprio fino alla sua soglia. Come mai proprio il 23 settembre? Era un modo “sottotono” che Cesare Augusto aveva di ricordare a tutti che era il momento di fargli gli auguri di buon compleanno.. (altro che le notifiche di facebook! ..anvedì … nun te sei montato gnente gnente ‘a testa ‘a nì!)
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Avvicinandomi al maestoso altare, cosa poteva attrarre la mia attenzione? Forse Romolo? Naaa… ma manco Remo… scusate bbelli ma ve avemo visto in tutte ‘e salse…
ma tu guarda tutti sti fiorellini intrecciati che hanno messo nella parte inferiore… un po’ detto col piglio “ma che cos’è questa robina qua??!”
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Dall’alto della mia scienza botanica, distinguo chiaramente che il bassorilievo rappresenta un’unica pianta che parte da un ceppo di acanto centrale per poi differenziarsi  in più specie vegetali, in una sorta di metamorfosi. E’ una struttura unitaria e molteplice al tempo stesso, impostata su uno sviluppo spiraliforme, un “frattale”, che disciplina il movimento naturale. Ciò in accordo al messaggio di ricchezza e varietà ma anche di ordine veicolato nel suo insieme dal fregio. Nella parte alta questa entità vegetale culmina in palmette, simbolo di vittoria, affiancate a cigni in volo, uccelli tutelari di Apollo, nume tutelare di Augusto.
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….
no, dico… mica c’avrete creduto che la spiegazione era farina del mio sacco?? maddeche!! (ma parla come magni!)
Per fortuna l’allestimento del museo era molto curato e pannelli esplicativi a colori mi hanno guidato nel riconoscere piante scolpite tanto taaaanto tempo fa
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ed eccole da vicino nel fregio elegantissimo (“no, ma il total white ha sempre il suo perchè!…come dici Evaristo? ah… una volta l’ara pacis era tutto dipinto a colori?.. bene, sto zitta…)
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Nel fregio superiore sono scolpiti i maggiori rappresentanti della classe dirigente romana in atteggiamento composto e sobrio, atteggiamento che Augusto voleva fosse trasmesso come esempio (sospiro di sconforto… come siamo caduti in basso 2000 anni dopo…)
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Nei pannelli dei lati corti sono invece rappresentati immagini che narrano la fondazione di Roma (con Romolo e Remo visti prima) e la missione universale di Roma con Venere genitrix.
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L’interno è decorato con fregi di fiori e frutta
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Un ultimo sguardo a questo capolavoro che oggi viene conservato come un tesoro preziosissimo in un grande scrigno di vetro
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Ebbene, intrisa di arte e cultura, posso così dirigermi verso na piattata de carbonara che levate! (poi dice vai a Roma a vedè i musei…)

5 commenti

  1. des bas-reliefs splendides!!! merci !!!

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  2. Il y a deux ans, nous sommes restés 8 jours à Rome et j'ai adoré ! J'ai fait beaucoup de latin dans ma jeunesse et ma maman était professeur d'histoire.
    L'autel d'Auguste est magnifiquement conservé et les ornements sont splendides.
    Bisous

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  3. Un modo davvero intrigante e divertente di raccontare la storia di questo bellissimo monumento!
    Molto interessante la spiegazione dell'elemento botanico dei fregi dell'Ara pacis.
    Foto magnifiche!
    Grazie ninè! ;)
    Titty

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  4. Elfi, Catherine et Sylvaine... merci à vous!
    Titti.. le incursioni romane avranno un seguito!

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