Amicizie



C’era una volta... una passione per il giardinaggio e una abbondante dose di curiosità.
Questi due ingredienti hanno fatto sì che, intrufolandomi in internet, scoprissi un forum di giardinaggio, diventato per me fonte enorme di informazioni su
questo mondo bellissimo ma ancora così ristretto e sconosciuto.
(foto tratta da internet)


Così, tra un nome botanico e la creazione di angoli e bordure nel mio giardino, pian piano ho cominciato a mandare e a ricevere messaggi personali per scambiare semi di vario genere.
Immagino sia successo anche ad altri giardinieri, di conoscere altri appassionati in questo modo.
Beh, io ho scoperto l’amicizia a distanza, quasi come tanti amici di penna di un tempo, condividendo l'amore per la natura, magari visto sotto diverse sfaccettature, ma comunque coinvolgente e spesso anche divertente!

Ormai abbiamo formato un gruppo con cui si chiacchiera quasi quotidianamente, parlando ovviamente della nostra passione comune e anche di stupidate, tanto che si è sviluppata l’idea di formare questo blog “in condivisione”….

Grazie a Josie, Bambu’, Laretta, CarloFelix, Isa e a mia sorella Tyziana, ufficialmente capitano della squadra, e grazie a tutti i nuovi amici che partecipano a questo blog nato quasi per gioco, andiamo alla grande!!!
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Il Risveglio di un Giardino

(ovvero racconto semiserio delle avventure di un'impiastra-piante e dei suoi micio-giardinieri...)

Vi racconto la storia di un giardino abbandonato in toscana, che si sentiva molto solo.
Un giorno però arrivarono a fargli compagnia una giardiniera e quattro gatti, che riportarono risate, corse e anche tanta voglia di mettere le mani in terra.
Ehi, giardino, ma ti ricordi com'eri scarmigliato?

il pratone davanti casa
Anche il campo dietro casa era invaso dalla macchia...

Noi però abbiamo rimboccato le maniche, lo staff di giardinieri si era diviso i compiti!!
Giardino, iniziava il tuo risveglio

C’era chi si occupava delle prime aiuole e dei collegamenti fra le varie zone del giardino (scale)
Viola sorveglia la prima bordura vicino alla scala

Chi, da nanerottola, seguiva la disposizione dei vasi
Luisella, la Pot-designer

Chi si dedicava all’abbinamento dei colori, trovando che l’arancione con l’azzurro c’ha sempre il suo perché
Elvis fra i “non ti scordar di me”

Chi si dedica all’ispezione delle piante, per individuare i rami da potare
Mei la Tree-climber
 
Mica tutti possono lavorare, eh! Serve sempre il saggio del gruppo…
Pepe e lo “Zen e l’arte di osservare il giardino”
 
Qualche giardiniere purtroppo col tempo ha dovuto cedere il testimone, ma la sua presenza gattosa si avverte sempre, le sue fusa portate dal vento accarezzano ancora i fiori.
Eccoci qui, dunque, ci siamo presentati…

I primi passi di Josie in giardino si sono concentrati sulle bulbose, di sicura e facile riuscita..
Ecco la prima bordura, impostata su narcisi, giacinti..un profumo delizioso!
la bordura del muretto

Un po' di immagini di narcisi, scusate, ma i nomi ora mi sfuggono..
                                                 

Seguivano poi le fioriture dei tulipani
Tulipani Angelique

Spettacolosa fioritura del 2007…ahimè già l’anno seguente decimata dopo il lauto pasteggiare dei topini di campagna, che hanno molto gradito i tulipani…sob…

E…ops…Josie è la giardiniera chiacchierona…mi son già dilungata sin troppo.
Alla prossima puntata, il seguito delle avventure in giardino!

“psssst!! Pssst!! Ehi! Sono il giardino di Josie…vi sarete accorti tutti che la mia amica giardiniera, non avendo al momento grandi foto autunnali da mostrare, è andata a riscaldare la minestra degli anni passati….ciacoloso-gardening, altro che! Munitevi di thermos di caffè…che qui la vedo lunga…”
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C'era una volta un Echium Fastuosum.....

Avevo già sperimentato in giardino questa magnifica pianta.
Quando mi trasferii in questa casa fu una delle prime Che Volli Inserire. Quando la vidi nel vivaio dove mi rifornivo, fu Amore a prima vista! =)

Le dedicai Quindi un angolino del giardino e mi regalo splendide fioriture per ben sette anni! Dopo una drastica potatura ingenua, All'epoca eravamo ancora inesperti, la pianta ci lascio.
Ho letto in seguito Che è prerogativa di questa specie la durata di circa sette anni, Dopo questo oltremodo sviluppatasi tempo e sfruttata tutta l'energia decidere di Lasciare il posto ad altro.

Non mi rassegnai, e Decisi Che volevo riprovarci, magari destinandole un angolo ancora poco sfruttato del giardino, dedicandolo tutto all'Echium. L'acquistai Nuovamente l'anno successivo. L'esemplare lo scelsi con cura e questa volta non volevo sbagliare.
Scelto Il suo posticino, mi ripagò l'anno successivo con una incantevole fioritura azzurra




La scelta è Stata a dir poco indovinata, dato Che sta lì da oltre sette anni, ed ha conquistato circa 30 mq del giardino a nord della casa.
Quest'anno poi è Stato l'anno più generoso, l'Echium ha RAGGIUNTO Il suo massimo splendore con un'abbondante fioritura Che ci ha LASCIATO senza fiato. Adoravo il gioco della luce fra le sue foglie al pomeriggio







ma, come prevedevo, Dopo la spettacolare fioritura, la pianta, Che Aveva dato il massimo, si è un pò rovinata, allungandosi eccessivamente e spogliandosi sotto, lasciando Però un bellissimo tronco contorto molto suggestivo,


che mi sta dando ispirazione per un nuovo angolino tropicale Che sto allestendo ........

Tranquilli però, la dinastia continua ...... ho già impiantato Dallo scorso anno Il suo figlioletto, nato da una talea fatta a luglio di un paio di anni fa .....



Che ne dite? Promette bene? ;)
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il laghetto bonsai

Buona sera, come al solito per avere idee in tranquillità devo scrivere di notte!
Volevo raccontarvi dei miei "laghetti bonsai".
L'idea mi venne circa due anni fa, quando su un noto blog acquariofilo trovai un articolo che ne parlava.  Preso dall'entusiasmo, costrinsi mia sorella a metterne uno in giardino per far da cavia. Il risultato è più che riuscito!!! Lei è molto contenta e soddisfatta, quindi, vista la riuscita, ho provato a mettere due vasche nel mio terrazzo: la più piccola è una bacinella di circa 15 litri, la più grande un mastello per il vino da circa 50 litri (o 80? non mi ricordo più!)

bacinella piccola (scusate la foto orribile ma non ne avevo altre)

bacinella grande
Questi mini laghetti oltre a servire ad ampliare le conoscenze acquariofile, servono anche per avere un angolo di piante acquatiche e palustri in terrazzo/giardino.
Realizzarle è molto semplice e poco costoso:
prima di tutto comprate un mastello per enologia, ci sono di svariate misure a prezzi davvero irrisori.
Se volete qualcosa di più estetico la situazione per le tasche diventa grave a meno che non troviate uno che regali vecchie botti. al massimo ricoprite le bacinelle con liste di legno...insomma fate voi!
Dopo aver trovato il contenitore, ci sono 2 metodi: 1) mettere sul fondo uno strato di terra argillosa mista a sabbia e terriccio universale;
2) tenere le piante direttamente in vaso (più pratico ma scomodo per via dei travasi annuali).
si riempie di acqua e si alloggiano le piante.
Se non volete un'invasione di zanzare, aspettate un paio di settimane o poco più ( si deve stabilizzare la chimica dell'acqua e la flora batterica) e potete introdurre delle gambusie. Io che possiedo alcuni acquari, in tarda primavera ci metto alcuni dei miei pesci, per la precisione le Xenotoca eiseni.
tutto ciò, consiglio di farlo in tardo inverno o a inizio primavera, in modo tale che il costante aumento delle temperature agevola la maturazione dell'acqua e l'ambientamento delle piante.
Ora vi elenco alcune piante che ho posizionato dentro le "bacinelle"!
Nella più piccola ho piantato della Nymphoides peltata (gentilmente regalata da un mio amico appassionato di piante palustri); della Bacopa caroliniana (nota come pianta da acquario, ma non tutti sanno che è una normalissima pianta palustre, graziosa e dai fiorellini azzurri); Heteranthera zosterifolia (stessa cosa per la Bacopa, solo che la versione emersa è diversa da quella sommersa e fa una coppia di fiori apicali sul lilla); Salvinia natans che d'inverno sparisce per rispuntare in estate; Ceratophyllum demersum, raccolto in Arno qualche anno fa. Pianta particolare perchè non ha radici e vive fluttuando in acqua nutrendosi direttamente dalle foglie;
infine l' Utricularia gibba, capitata non so come nella bacinella (piantina acquatica carnivora, cattura le sue prede tramite vesciche appiccicose che nascono sotto l'ascella delle foglioline filiformi).
Per quanto riguarda gli animali che ci vivono ho solo delle neocaridina sp. "red cherry". Questi gamberetti sono noti in acquriofilia per il loro colore ciliegia molto vivo. Si pensa siano specie da ambienti tropicali, invece ho scoperto che resistono senza problemi alle gelate invernali. Le allevo da qualche anno all'aperto senza nessun problema.

fiore di Nymphoides peltata

Neocaridina "red cherry" (nel cerchio blu)

Veniamo adesso alla bacinella grande.
in questa ho lasciato le piante nei propri vasi, ci ho inserito 3 iris: 2 I. pseudacorus e uno ignoto;
una pianta di Lythrum salicaria (pianta palustre, dai fiori molto belli a panicolo di color fucsia. generalmente cresce sugli argini dei fossi);
Potamogeton anch'esso trovato in Arno;
altra Nymphoides peltata; Phyllanthus fluitans (pianta galleggiante della famiglia delle euphorbiacee, in pieno sole diventa rosso ramato o bronzea);
varie specie di Egeria, in estate fanno graziosi fiorellini molto semplici che a seconda della specie sono bianchi o azzurri; Riccia fluitans, anch'essa è una strana pianta, non ha radici e vive fluttuando in acqua creando dei bei cuscini verdi galleggianti. forse dimenticherò qualche altra pianta....se mi viene in mente le aggiungerò.
Come animali anti zanzara, ho messo delle Xenotoca eiseni che a ottobre ho ben pensato di ripescare sennò morivano di freddo.

Maschio di Xenotoca eiseni. Foto tratta da internet, appena trovo una delle mie la sostituisco.


infiorescenza di Potamogeton

Infiorescenza di Lythrum salicaria


fine!
prometto che appena trovo altre foto le inserirò!




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Eugenia myrtifolia, questa sconosciuta!


Ho amato da subito questa pianta, fin dall’acquisto circa dieci anni fa, quando era ancora solo un piccolo arbusto in un vaso da 30.

Adoravo le sue nuove foglie color bronzo, lucide e tenere, creavano un bel contrasto col resto della pianta verdissima.

Dopo un paio d’anni, vedendola crescere velocemente decidemmo di trapiantarla in piena terra, vicino alla recinzione, con l’intenzione di creare una siepe per schermare il giardino e creare un po’ di privacy in un angolo ancora scoperto.

Credo che le abbiamo trovato proprio il posto giusto, dato che si è sviluppata tantissimo adesso è diventata un albero alto oltre i sei metri, che ogni anni ci regala delle belle fioriture, ricoprendosi di mille stelline color crema



Seguite poi da una ricca produzione di grosse bacche color fucsia, che dicono commestibili, ma io le trovo più decorative che appetibili, essendo acidule e non dolci. L’effetto sull’albero è davvero notevole!!!







Peccato sia poco usata nei giardini, credo sia una pianta ancora sconosciuta ai più.
Resistente al freddo, ma fino ai -10°, quindi un pò limitativa, ho letto sul web che è molto frequente in California che ha un clima molto simile al nostro.

Cugina del più conosciuto Mirtus communis, anch'esso presente nel mio giardino, che presenta una splendida cascata di stelle in tarda primavera




maturando poi in questo periodo con delle buonissime bacche, con cui viene prodotto qui in Sardegna un ottimo liquore digestivo. Ditemi se nella foto non sembrano tante piccole luci dell'albero di natale? ;)


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visitare l'orto botanico di Roma....non ha prezzo


continuando noto un bel viale che finisce ai piedi di una bella fontana detta "dalle undici cannelle" ma prima c'è un'altra fontana dove dentro ci sguazzavano allegramente dei germani reali.

riprendendo il cammino, invece di levarmi subito il gusto di fare il viale continuo sulla destra e capito in una sistemazione abbastanza discreta di piante aromatiche e non, totalmente mediterranee, fra le quali, c'erano pure bublose (sempre mediterranee)

oltre passata la zona "aromatiche", capito in un palmeto situato in un prato all'inglese.


Finalmente prendo il viale. Le foto non vengono un granché, perché la giornata pur essendo calda (25° a fine novembre...), era molto umida e con molta foschia...peccato!

Prendo sta famigerata fontana dalle 11 cannelle, mi godo il panorama e noto che il giardino è popolato oltre che dai soliti uccelli, tipo merli, cornacchie, cincie, capinere ecc...anche da PAPPAGALLI! Per me non sono nuovi visto che mi ero già scioccato della loro presenza già 2 anni fa, ma non è ne comune ne normale trovare dei parroccheti dal collare (nativi dell'india e d'intorni) che chiaccherano e svolazzano sopra la tua testa a ROMA :-D vivono ovunque ci sia del verde;

parrocchetto dal collare, fotografato allo zoo di Roma nel gennaio 2007

in queste querce, ce n'era un piccolo stormo che banchettava a ghiande.

Salgo per il clivio del Gianicolo e capito prima in una collezione di bambù....


.....che si butta in una graziosa ambientazione giapponese composta da aceri e laghetti con tanto di tempietti in pietra.




Finito con il giapponese, mi avvio verso l'uscita, prendendo altri sentieri.
Capito prima di tutto in una collezione di felci poco visibili, perchè ricoperte dalle foglie morte;
poi in un piccolo roseto, grazioso e molto semplice;
infine in una collezione di conifere (tipo sequoie e simili)
una foto dall'alto della fontana...


.....e una panoramica simil romantica del cupolone vista dalla passeggiata della trinità dei monti.

prima di concludere definitivamente, volevo dire che a quest'orto botaico manca qualcosa...forse un tocco di neoclassicismo (visto che è nato nell'800), o qualche pezzo storico e di eclatante. In confronto al mio caro vecchio orto pisano, sembra più una scheda botanica che un giardino botanico :-/ (spero di non venir censurato per questa frase)
alla prossima, magari pagante e con le serre attive.


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