Viaggio in giardino




Sono vari motivi che spingono una persona a volere un giardino.
Forse la più frequente è quella di avere una specie di “salotto buono” da mostrare agli amici e parenti, così come si mostra il caminetto, la tavernetta, il barbecue, il televisore ultrapiatto da XXX pollici, in questo caso la questione si risolve abbastanza velocemente: pratino, arbustini sempreverdi, qualche rosa, e finita lì.
Per molti è un luogo dove esprimere creatività: progettare, piantare, seminare, curare… sono attività che ti fanno sentire vivo e che ti gratificano molto di più di un giro al centro commerciale.
Poi ci sono i collezionisti: riuscire ad avere quella particolare pianta che sono anni che te la sogni, però è difficile da trovare, e… bisogna rivolgersi all’estero e…. vabbè i costi di spedizione…. però vuoi mettere?! Riuscire ad averla in giardino, tutta per me?
Poi ci sono i golosi-ingordi, ne vogliono sempre di più e sono necessarie dosi sempre maggiori di profumi, forme, colori… si rotolano, si deliziano e riescono a godersi in modo assolutamente pieno e appagante ciò che realizzano.
Vanitosi, creativi, collezionisti, curiosi, ingordi, golosi… non so se ho dimenticato qualcuno dei "gironi" della furighedda gardening, personalmente ci sto un po' in tutti, ma sono presente anche in un altro girone, non so quanto ampio e quanto frequentato. 
Quello dei viaggiatori immaginari, dei sognatori, dei fuggitivi, ci stanno tutti coloro che grazie al giardinaggio riescono a evadere.
Evasione dalle regole, perché… va bene studiare, documentarsi imparare. Però alla fin fine nel mio giardino ci pianto quello che voglio e quando voglio. Non è lavoro!
Evasione dalla routine, perché in giardino è bello portare piante raccolte nei viaggi o anche solo durante gite o passeggiate. Non torno mai a mani vuote. Semini, piantine, talee, ma altre volte sono solo spunti e idee che mi permettono di portare il ricordo di un viaggio in giardino. E quando guardo in quell’angolo la vacanza continua.
Evasione dalla realtà. Basta rimpicciolirsi come Minù (grazie Laretta per la soffiata) ed ecco che il panorama cambia di colpo: strade tortuose e intricate, ampie distese, forme e colori incredibili, profumi inebrianti...
Vabbé basta così col parlar di viaggi, se no chissà quali strane idee vi fate su quello che coltivo...




3 commenti

  1. Fantastico post carissima Bambù!!
    Condivido appieno tutte le considerazioni sulla vera essenza del "furighedda gardening".
    Ti estranea completamente dal mondo esterno, a volte anche troppo, dà dipendenza, ma non nuoce gravemente alla salute!! Anzi!!
    Mi sono ritrovata anch'io in tutti i gironi che hai elencato, ma la voglia di continuare è tanta.
    Grazie per il grandioso contributo! ;)

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  2. Heiii, faccio parte anch'io del girone dei viaggiatori immaginari. ;)
    Concordo con Tyziana quando dice che questo è un fantastico post e ricco di foto stre-pi-to-se!
    Ebbbrava Minù.
    ..emm emm, Bambù. hihihi ;)

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